Liber Figurarum · Gioacchino da Fiore

Albero dell'Aquila (Nuovo Testamento)

Tavola del Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore

Albero dell'Aquila (Nuovo Testamento) — tavola del Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore
Riproduzione della tavola «Albero dell'Aquila (Nuovo Testamento)» dal Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore.

Lungo il tronco dell’albero aquila si succedono le generazioni da Ozia sino a Cristo, che contrassegnano la fase germinale dell’Età del Figlio, alle quali seguono le generazioni da Cristo sino alla fine dei tempi.

Su Cristo si innestano le prime dodici chiese cristiane che concordano, secondo il modello del cinque più sette, con le dodici rispettive tribù di Israele, segnate nelle ali della prima aquila.

Il passaggio dal cinque al sette, molto frequente nel simbolismo numerico gioachimita, rappresenta l’evoluzione verso una fase più avanzata della storia della salvezza.

A destra sono le cinque chiese presiedute da Pietro: quattro nelle penne dell’ala più una lungo il tronco.

A sinistra sono le sette chiese presiedute da Giovanni: sei nelle penne dell’ala più una lungo il tronco.

Il sommo Dante, nella Divina Commedia, riprenderà questa figura nell’immagine grandiosa dell’aquila ingigliata del cielo di Giove

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Chi era Gioacchino da Fiore? Gioacchino da Fiore (San Giovanni in Fiore, 1135 circa – 1202) fu un abate cistercense e teologo calabrese, fondatore dell'ordine florense. Il suo Liber Figurarum raccoglie le tavole illustrate con cui espose la dottrina delle tre età della storia — del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo — influenzando teologi, artisti e perfino Dante Alighieri.